Un fratello che non vuole dividere, un testamento che La esclude, una casa donata in vita a un solo figlio, un’eredità con debiti. Le questioni ereditarie si risolvono partendo dai documenti e dai numeri: qui trova come si procede, quali diritti ha e cosa conviene fare subito.

Un fratello non vuole dividere o il testamento La esclude?

Le controversie ereditarie si sbloccano partendo dai documenti, non dalle discussioni in famiglia. Occorrono il certificato di morte, l’eventuale testamento, la dichiarazione di successione se è già stata presentata e gli atti delle donazioni fatte in vita. Con quei documenti si comprende come stanno effettivamente le quote, se la legittima è stata lesa e se sussistono i presupposti per chiedere la divisione al giudice. Se invece ha già ricevuto una citazione o una convocazione in mediazione i termini per difendersi decorrono già e non si recuperano. Consulenza 100 euro, online in tutta Italia o in studio, detratta dal compenso se affida l’incarico.

Prenoti la consulenza su WhatsApp

★★★★★ 4,9 su Google · 72 recensioniOltre 10 anni di attivitàIn tutta Italia

Consulenza con l’avvocato € 100la somma viene detratta dal compenso se affida l’incarico

Prenoti la consulenza su WhatsApp

Online in tutta Italia o in studio. Risposta di norma entro la giornata lavorativa.

Ha ricevuto una citazione o una convocazione in mediazione per una questione ereditaria? I termini per difendersi sono fissati dalla legge e non si recuperano: ci scriva subito, anche solo per capire cosa rischia e quali risposte può dare.

Quando serve un avvocato per l’eredità

Un fratello non vuole dividere

Nessuno è obbligato a restare in comunione: se manca l’accordo, la divisione si chiede al giudice (art. 1111 c.c.).

Il testamento La esclude o La penalizza

Coniuge, figli e, in mancanza di figli, genitori hanno una quota riservata che nessun testamento può togliere.

Beni donati in vita a un solo figlio

Le donazioni si sommano all’eredità per calcolare le quote e, se ledono la legittima, si riducono.

Eredità con debiti o incerta

Prima di accettare si valutano rinuncia e accettazione con beneficio d’inventario, con termini precisi.

Un erede usa la casa da solo

Chi occupa da solo un bene comune deve un’indennità agli altri e il rendiconto dei frutti percepiti.

Conti bloccati, eredi lontani o all’estero

Ricostruiamo l’asse, individuiamo gli eredi e gestiamo tutto a distanza, con atti telematici e videoconferenza.

Come si svolge una pratica ereditaria

  1. Consulenza e ricostruzione dell’asseEsaminiamo dichiarazione di successione, visure, atti di donazione, testamento e conti correnti, e Le diciamo subito quali diritti ha e quale strada conviene.
  2. Chi è erede e chi noQuando un chiamato non si decide, gli si fa fissare dal giudice un termine per accettare o rinunciare (art. 481 c.c.). Si verifica anche chi ha già accettato tacitamente, per esempio con una voltura catastale.
  3. Calcolo delle quoteSi sommano i beni lasciati e quelli donati in vita (art. 556 c.c.) e si calcola la quota riservata a ciascun legittimario. Una perizia di stima degli immobili rende il conto verificabile.
  4. Mediazione obbligatoriaPer le cause ereditarie e di divisione la mediazione è condizione per andare in giudizio (art. 5 d.lgs. 28/2010). Molte controversie si chiudono qui, con un accordo che vale come titolo.
  5. Causa, se serveAzione di riduzione contro donazioni e testamento (artt. 553 ss. c.c.), divisione giudiziale, impugnazione del testamento, petizione di eredità. Gli atti si depositano in via telematica davanti a qualsiasi tribunale.

I tempi dipendono dal numero degli eredi e dalla loro disponibilità a trattare. In consulenza Le indichiamo una stima realistica per il Suo caso, distinguendo la via dell’accordo da quella della causa.

Casi seguiti dallo studio

Alcune vicende seguite dallo studio, raccontate senza nomi. Ogni caso è diverso: in consulenza valutiamo il Suo.

La legittima cancellata dalle donazioni

Una signora residente in Toscana, rimasta vedova, ha scoperto che il suocero, anni prima, aveva donato ai figli i beni di famiglia: a uno i diritti su un fabbricato, a un’altra un appartamento. Al marito, nulla. Alla morte del suocero l’eredità era quasi vuota, ma la legge riserva a ogni figlio una quota che le donazioni non possono cancellare (artt. 536 e 555 c.c.), e quella quota era passata alla vedova come erede del marito. L’abbiamo calcolata in oltre 160.000 euro. Prima di agire abbiamo messo in chiaro chi fossero gli eredi con le richieste di fissazione del termine per accettare (art. 481 c.c.), poi abbiamo fatto stimare gli immobili. La controparte offriva meno della metà. Nella mediazione, in tre incontri tra giugno e luglio, abbiamo chiuso al doppio dell’offerta iniziale, con la sistemazione definitiva delle quote tra i fratelli. La cliente ha partecipato sempre in videoconferenza e ha firmato con firma digitale, senza mai venire in studio e senza una causa.

I soldi spostati dai conti dei genitori

I figli avevano scoperto che un fratello, negli ultimi anni di vita dei genitori, aveva fatto passare somme dai conti di questi ultimi al proprio, con assegni e bonifici. Abbiamo chiesto alla banca gli estratti conto di quegli anni, che gli eredi hanno diritto di ottenere (art. 119 del Testo unico bancario), e ricostruito ogni movimento: le somme così uscite si conteggiano nell’eredità, come donazioni da riunire o come credito degli altri eredi, e pesano sulla divisione. Senza gli estratti conto non si tratta e non si fa causa.

Il fratello che aveva ristrutturato la casa di famiglia

Tre fratelli dovevano dividere la casa dei genitori, con più appartamenti, cantine e giardino. Uno di loro vi abitava da anni e nel tempo aveva ristrutturato e ampliato il proprio appartamento: nella divisione chiedeva che gli altri due gli rimborsassero pro quota quelle spese, riducendo di molto quanto avrebbe dovuto versare loro. Una spesa affermata non è una spesa provata: abbiamo chiesto la prova documentale di ogni voce, prima di discutere qualsiasi conguaglio. Abbiamo anche fatto valere che chi ha goduto da solo per anni di un bene comune deve a sua volta un’indennità agli altri coeredi.

Il coerede che chiede l’usucapione

Può capitare che, nella causa di divisione, un erede convenuto chieda al giudice di dichiararlo proprietario per usucapione dell’immobile che occupa da molti anni. Tra coeredi però non basta abitare da soli un bene: bisogna dimostrare di averlo posseduto in modo esclusivo, con atti incompatibili con il diritto degli altri e resi evidenti a tutti (art. 1102, secondo comma, c.c.). In una divisione di un palazzo di famiglia che seguiamo, due coeredi avevano chiesto l’usucapione degli appartamenti in cui vivevano: la domanda è stata respinta in primo grado e in appello, e gli immobili sono rimasti nell’eredità da dividere tra tutti. Nella stessa causa abbiamo chiesto anche i frutti civili: chi per anni ha abitato da solo gli appartamenti comuni, o ne ha incassato gli affitti, deve agli altri coeredi la loro quota dei canoni percepiti e un’indennità per il godimento esclusivo, calcolata sul valore locativo di mercato.

Lo scritto che sembrava un testamento

Alla morte di un uomo senza figli, una nipote ha fatto pubblicare come testamento olografo un foglio scritto a mano in cui lo zio le «donava» la casa e il terreno perché lo aveva accudito per anni. Per conto di uno dei fratelli, eredi per legge, abbiamo sostenuto che non si trattava di un testamento: nel foglio non c’era alcun riferimento alla morte, e le parole descrivevano un regalo fatto in vita come compenso per l’assistenza, cioè una donazione rimuneratoria, che senza atto pubblico davanti al notaio è nulla (artt. 770 e 782 c.c.). Il tribunale ci ha dato ragione in primo grado: il terreno è tornato nell’eredità e, poiché la casa nel frattempo era stata venduta, la nipote è stata condannata a restituire agli eredi il prezzo ricavato.

Il Suo caso assomiglia a uno di questi?

Ne parli con l’avvocato su WhatsApp · € 100

Perché rivolgersi allo studio

Parla direttamente con l’avvocato

Nessun intermediario: il colloquio e la pratica li segue l’Avv. Francesco Santoro.

Prima i numeri, poi la strategia

Ricostruzione dell’asse, stima dei beni e calcolo delle quote prima di ogni atto: così si tratta con forza e si evitano cause inutili.

In tutta Italia, anche a distanza

Mediazioni in videoconferenza, firma digitale, atti telematici: lo studio segue eredità aperte in qualsiasi provincia.

Costi chiari

Dopo la consulenza riceve un preventivo scritto. La somma di € 100 versata per la consulenza viene detratta se affida l’incarico.

Avv. Francesco Santoro

Avv. Francesco Santoro, oltre dieci anni di attività nel diritto civile. Segue personalmente le pratiche ereditarie, dalla ricostruzione dell’asse alla mediazione e alla causa, online in tutta Italia o in studio.

Scriva all’avvocato su WhatsAppoppure chiami lo 081 020 6893

Eredità e successioni: cosa sapere prima di iniziare

Le quote riservate. Se c’è un solo figlio, gli spetta almeno la metà del patrimonio; se i figli sono due o più, i due terzi da dividere tra loro. Al coniuge solo spetta la metà; con un figlio, un terzo ciascuno; con più figli, un quarto al coniuge e la metà ai figli (artt. 537, 540 e 542 c.c.). Al coniuge spetta in ogni caso il diritto di abitare la casa familiare. Il resto, la quota disponibile, il defunto poteva lasciarlo a chi voleva.

Le donazioni contano. Per calcolare le quote si sommano i beni lasciati alla morte e tutti quelli donati in vita, anche decenni prima e anche in forma indiretta, come la cointestazione di un conto o il denaro dato per comprare una casa. Chi ha ricevuto più della disponibile può essere chiamato a restituire l’eccedenza con l’azione di riduzione, che si prescrive in dieci anni.

I termini. Il diritto di accettare l’eredità si prescrive in dieci anni dall’apertura della successione (art. 480 c.c.). Chi è nel possesso dei beni e vuole accettare con beneficio d’inventario deve fare l’inventario entro tre mesi (art. 485 c.c.). Pagare un’imposta, fare una voltura o vendere un bene del defunto può valere come accettazione tacita, con tutti i debiti che ne seguono.

La divisione. Ogni coerede può chiedere in qualsiasi momento lo scioglimento della comunione. Trova tutto nella pagina dedicata alla divisione ereditaria. Se un bene non è comodamente divisibile, viene assegnato a uno degli eredi con conguaglio in denaro agli altri, oppure venduto. Chi nel frattempo ha usato da solo un immobile comune deve un’indennità agli altri coeredi.

Il testamento si può contestare quando il testatore non era capace di intendere e di volere, quando la scrittura non è sua, quando mancano data o firma nell’olografo. La prova è rigorosa e va preparata con cura, spesso con una consulenza medico-legale o grafologica. Trova le sentenze più recenti negli approfondimenti in fondo alla pagina.

Domande frequenti sull’eredità

Mio padre ha donato tutto a mio fratello: posso fare qualcosa?

Sì. Le donazioni fatte in vita si sommano all’eredità per calcolare la Sua quota riservata. Se la donazione la lede, può chiederne la riduzione con un’azione che si prescrive in dieci anni. Prima si tenta la mediazione, dove spesso si trova l’accordo.

Quanto tempo ho per accettare o rinunciare all’eredità?

Dieci anni dalla morte (art. 480 c.c.). Attenzione però: chi è nel possesso dei beni e vuole limitare la responsabilità per i debiti deve fare l’inventario entro tre mesi, e certi atti, come una voltura o un pagamento, valgono come accettazione anche senza volerlo.

Serve la mediazione prima della causa?

Sì, per le controversie in materia di successioni ereditarie e divisione la mediazione è obbligatoria (art. 5 d.lgs. 28/2010). Si può partecipare in videoconferenza e l’accordo raggiunto ha valore di titolo esecutivo.

Un coerede può diventare proprietario per usucapione di un bene dell’eredità?

Solo in casi limitati. Deve dimostrare di aver posseduto il bene in modo esclusivo per almeno vent’anni (art. 1158 c.c.) con atti incompatibili con il diritto degli altri coeredi e resi evidenti a tutti (art. 1102 c.c.). Abitare da soli la casa, pagarne le spese o le imposte non basta.

Un foglio scritto a mano dal defunto vale come testamento?

Vale come testamento olografo se è scritto per intero, datato e firmato di pugno dal defunto (art. 602 c.c.) e se esprime la volontà di disporre dei beni per il tempo dopo la morte. Se invece descrive un regalo fatto in vita, per esempio come ricompensa per un’assistenza, può trattarsi di una donazione, che senza atto pubblico è nulla (art. 782 c.c.).

Quanto costa una causa di eredità?

Dipende dal valore dei beni e dal fatto che si chiuda in mediazione o vada in giudizio. Dopo la consulenza riceve un preventivo scritto con le voci di spesa; i € 100 della consulenza vengono detratti se affida l’incarico.

L’eredità è in un’altra regione: può seguirla lo studio?

Sì. Gli atti si depositano in via telematica presso qualsiasi tribunale, le mediazioni si svolgono in videoconferenza e la firma è digitale. Lo studio segue pratiche ereditarie in tutta Italia.

Cosa devo preparare per la consulenza?

Certificato di morte, eventuale testamento, dichiarazione di successione se già presentata, atti di donazione o compravendita che conosce, visure o indirizzi degli immobili, estratti dei conti correnti e l’elenco degli eredi con i recapiti. Anche documenti parziali bastano per iniziare.

Approfondimenti

Vuole far valere i Suoi diritti sull’eredità?

Consulenza € 100, detratta dal compenso se affida l’incarico. Online in tutta Italia o in studio.

Prenoti la consulenza su WhatsApp

Un fratello non vuole dividere o il testamento La esclude?

Le controversie ereditarie si sbloccano partendo dai documenti, non dalle discussioni in famiglia. Occorrono il certificato di morte, l’eventuale testamento, la dichiarazione di successione se è già stata presentata e gli atti delle donazioni fatte in vita. Con quei documenti si comprende come stanno effettivamente le quote, se la legittima è stata lesa e se sussistono i presupposti per chiedere la divisione al giudice. Se invece ha già ricevuto una citazione o una convocazione in mediazione i termini per difendersi decorrono già e non si recuperano. Consulenza 100 euro, online in tutta Italia o in studio, detratta dal compenso se affida l’incarico.

Prenoti la consulenza su WhatsApp