Cittadinanza italiana e immigrazione, assistenza legale

Ha il dubbio che la risposta ricevuta dal Ministero sia una risposta automatica?

Ha sollecitato la cittadinanza e Le hanno risposto con un testo uguale per tutti?

Quella risposta non riguarda la Sua pratica, arriva identica a chiunque scriva e non la fa avanzare di un giorno. Ciò che conta effettivamente è altro, la data in cui ha presentato la domanda e il termine di conclusione del procedimento, che non è lo stesso per tutte le domande. In consulenza, online o in studio, verifichiamo da quanto tempo pende la Sua richiesta, le PEC inviate e le risposte ricevute, e Le indico se il ritardo rientri ancora nei limiti oppure se sussistano i presupposti per rivolgersi al giudice amministrativo. La consulenza costa 100 euro.

Faccia controllare la Sua pratica

La risposta a tale interrogativo è che effettivamente si tratta di una risposta preimpostata e generica.

Di seguito trascriviamo la risposta automatica che talvolta il Ministero invia riscontrando le richieste di sollecito relative alla definizione della pratica di cittadinanza italiana:


La concessione della cittadinanza e’ un atto di alta amministrazione e richiede la piena discrezionalita’ dell’Amministrazione, che deve valutare il rispetto dei requisiti di legge e la capacita’ dell’interessato di integrarsi nel tessuto nazionale, osservandone i valori fondanti. Le domande di cittadinanza sono in numero molto elevato e vengono esaminate in un procedimento articolato, che comporta la verifica di requisiti complessi che coinvolgono varie amministrazioni e sono di particolare rilievo per la sicurezza dello Stato. Sin dalla presentazione telematica della domanda, il richiedente puo’ avere ogni informazione utile sullo stato della pratica attraverso il collegamento informatico al Portale Servizi cittadinanza, ora anche mediante IOAPP. La partecipazione del richiedente al procedimento di cittadinanza e’ garantita con la massima attenzione, nelle forme e con le modalita’ previste dalle disposizioni vigenti, anche in materia di digitalizzazione dell’attivita’ amministrativa. Il termine di conclusione dei procedimenti di cittadinanza e’ di 24 mesi, prorogabile fino a un massimo di 36, salvo che per le domande presentate prima del 20 dicembre 2020, per le quali vige quello di 48 mesi. I termini del procedimento rappresentano il limite massimo di conclusione, la quale si realizza molto frequentemente ben prima della scadenza, quando la pratica non presenta necessita’ di approfondimenti istruttori, spesso legate anche a disattenzioni degli interessati. La stragrande maggioranza delle pratiche in istruttoria e’ infatti lontana dalla scadenza dei termini. La trattazione delle domande avviene generalmente nel rispetto dell’ordine cronologico e dei vincoli ordinamentali, con l’accuratezza e la competenza che un atto cosi’ rilevante richiede.

Ha sollecitato la cittadinanza e Le hanno risposto con un testo uguale per tutti?

Quella risposta non riguarda la Sua pratica, arriva identica a chiunque scriva e non la fa avanzare di un giorno. Ciò che conta effettivamente è altro, la data in cui ha presentato la domanda e il termine di conclusione del procedimento, che non è lo stesso per tutte le domande. In consulenza, online o in studio, verifichiamo da quanto tempo pende la Sua richiesta, le PEC inviate e le risposte ricevute, e Le indico se il ritardo rientri ancora nei limiti oppure se sussistano i presupposti per rivolgersi al giudice amministrativo. La consulenza costa 100 euro.

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