Eredita, divisioni ereditarie e tutela della legittima, assistenza legale

In eredità c’è una casa che non si può dividere?

Siete più eredi e nell’asse c’è un solo appartamento, oppure un terreno che frazionato non serve a nessuno. Uno vuole tenerlo e liquidare gli altri, un altro vuole vendere, e intanto nessuno può utilizzarlo effettivamente. La legge accorda una preferenza a chi ha la quota maggiore, ma prima occorre stabilire se il bene è comodamente divisibile e quanto vale. Mi porti i dati dell’immobile e le quote e fissiamo una consulenza da 100 euro, online in tutta Italia o in studio, per scegliere fra accordo, mediazione e causa di divisione.

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Dopo la morte di un nostro caro si apre la successione.

Se nell’eredità vi sono immobili non comodamente divisibili, o il cui fra­zionamento provocherebbe pregiudizio, gli stessi immobili devono preferibilmente essere compresi per intero.

Spesso sorgono notevoli difficoltà in quanto i beni non sono comodamente divisibili.
E’ quindi importante capire cosa vuol dire che “un immobile non è comodamente divisibile”.

Quando i beni non sono comodamente divisibili?

Gli immobili si ritengono “non comodamente divisibili” quando, pur risultando possibile il frazionamento , non sono tuttavia realizzabili porzioni suscettibili di formare oggetto di autonomo e libero godimento.

Parimenti si parla di immobile non comodamente divisibile perché il frazionamento richiede opere complesse o di notevole costo e i beni, dopo il frazionamento, potrebbero risultare deprezzati rispetto al valore dell’intero bene.

Prevalenza della richiesta di attribuzione del coerede con la quota maggiore

La norma prevede che, nel caso in cui vi siano beni non comodamente divisibili, l’erede che possiede la quota maggiore ha la prevalenza nel chiedere l’attribuzione dell’immobile in natura.

L’individuazione del condividente con quota maggiore deve essere valutato al momento della divisione e non dell’apertura della successione e deve tener conto di eventuali precedenti attribuzioni di altri beni, nel senso che deve farsi riferimento al valore residuo di ciascuna quota in gara, dedotto quello dei beni già attribu­iti.

Ciò è possibile anche nel caso in cui siano due o più eredi a chiedere congiuntamente l’attribuzione del bene.

Cosa succede nel caso di plurime richieste di assegnazione da parte degli eredi?

Nel caso in cui, in presenza di una pluralità di richieste di assegnazione, è discusso se debba essere accolta la richiesta del coerede titolare della quota maggiore ovvero quella congiunta degli altri aventi diritto a quote tra loro uguali.

Nel caso in cui il giudice si discosta dal criterio prefe­renziale di attribuire l’immobile indivisibile al condividente titolare della quota maggiore, ha l’obbligo di fornire adeguata e logica motivazione di tale diversa opzione.

Quote uguali o diseguali, cosa succede in tali casi?

L’art. 729 c.c. riguarda la divi­sione degli immobili divisibili con conseguente formazione di quote uguali o diseguali, procedendosi nel primo caso all’estrazione a sorte e nel secondo all’attribuzione.

Vendita all’incanto

La vendita all’incanto è un rimedio residuale cui ricorrere quando nessuno dei condividenti voglia giovarsi della facoltà di attribuzione dell’intero {Cass. 14165/2000).

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