
Il riconoscimento di un’invalidità civile al 67% apre la porta a una serie di agevolazioni importanti. È però una soglia spesso fraintesa: a questo livello spettano diritti e agevolazioni, ma non l’assegno mensile, che parte dal 74%. In questa guida, aggiornata al 2026, trova esattamente cosa Le spetta con il 67%, le agevolazioni nel dettaglio, la differenza con le soglie superiori, come si ottiene il riconoscimento e come contestarlo se è troppo basso.
Ha il verbale al 67% e ritiene di avere diritto a di più?
Il 67% dà diritto alle agevolazioni ma non all’assegno mensile, che parte dal 74%. Se le Sue condizioni sono peggiorate, o se la commissione non ha tenuto conto di tutte le patologie di cui soffre, mi invii il verbale su WhatsApp. Lo esamino personalmente, senza costi e senza appuntamento, e Le indico se sussistano i presupposti per il ricorso oppure per chiedere l’aggravamento. Dalla notifica del verbale ha sei mesi per impugnarlo, e quel termine non si recupera.
Cosa spetta con l’invalidità civile al 67%
Con una percentuale pari o superiore al 67% — cioè una riduzione della capacità lavorativa superiore ai due terzi — la legge riconosce una serie di agevolazioni sanitarie, lavorative e fiscali. Non si tratta di una prestazione in denaro mensile (per quella serve almeno il 74%), ma di un insieme di diritti che alleggeriscono le spese, tutelano sul lavoro e facilitano l’accesso a cure e ausili. Sono benefici concreti, che molte persone non sanno di poter usare.
Le agevolazioni nel dettaglio
- Esenzione dal ticket sanitario: gli invalidi civili con riduzione superiore ai due terzi hanno diritto all’esenzione per le prestazioni specialistiche e diagnostiche correlate, secondo il codice di esenzione previsto. È uno dei vantaggi economicamente più rilevanti.
- Collocamento mirato (Legge 68/1999): l’iscrizione nelle liste speciali per l’avviamento al lavoro delle persone con disabilità, con percorsi e tutele dedicati.
- Fornitura di protesi e ausili a carico del Servizio Sanitario Nazionale, in base al nomenclatore vigente.
- Congedo straordinario per cure: per gli invalidi civili è previsto un periodo di congedo per le cure connesse alla patologia riconosciuta.
- Agevolazioni fiscali: detrazioni e benefici previsti dalla normativa per le persone con invalidità.
Le agevolazioni effettive possono variare in base alla patologia, alla regione di residenza e alla normativa di settore: conviene sempre verificare il proprio caso specifico.
67% o 74%: cosa cambia davvero
È la domanda più frequente, perché qui si gioca la differenza tra “agevolazioni” e “soldi”. In sintesi:
- dal 67%: agevolazioni (esenzioni, ausili, collocamento mirato), senza assegno economico;
- dal 74% al 99%: si aggiunge l’assegno mensile di assistenza — nel 2026 pari a € 340,71 al mese, per chi rientra nei limiti di reddito;
- 100%: pensione di inabilità;
- 100% con non autosufficienza: indennità di accompagnamento (€ 552,57 al mese nel 2026, senza limiti di reddito).
Per questo, se Le è stato riconosciuto il 67% ma la Sua condizione è più grave o è peggiorata, può valere la pena valutare un aggravamento o un ricorso: a volte basta poco per superare la soglia che dà diritto all’assegno.
Come si ottiene il riconoscimento del 67%
Il percorso è quello comune a tutte le invalidità civili: prima il medico curante trasmette online all’INPS il certificato medico introduttivo; poi, entro 90 giorni, si presenta la domanda all’INPS (anche tramite patronato), che fissa la visita davanti alla commissione medica. La commissione valuta la documentazione clinica e assegna la percentuale, che viene comunicata con il verbale. È proprio in questa fase che spesso la percentuale viene sottostimata: una documentazione medica completa e ben presentata fa la differenza.
Come si misura la percentuale (e perché dipende dalla malattia)
La percentuale non è arbitraria: la commissione la assegna sulla base delle tabelle ministeriali (D.M. 5 febbraio 1992), valutando quanto la patologia incide sulla capacità della persona. Per questo lo stesso valore può derivare da quadri clinici molto diversi. Sul nostro sito trovi le guide dedicate a singole patologie — ad esempio fibromialgia, cardiopatie, endometriosi e diabete — con le percentuali tipicamente riconosciute.
Aggiornamento 2026 e la riforma della disabilità
Gli importi indicati sono quelli 2026 (circolare INPS n. 153/2025). È inoltre in corso la riforma della disabilità (d.lgs 62/2024), oggi in fase di sperimentazione “a campione” in alcuni territori: per la maggior parte d’Italia restano valide le regole qui descritte, mentre nelle aree pilota si applica la nuova “valutazione di base”.
Domande frequenti
Con il 67% prendo un assegno? No: al 67% spettano le agevolazioni, non l’assegno mensile, che parte dal 74%.
Posso lavorare con il 67% di invalidità? Sì, e anzi ha diritto al collocamento mirato; il riconoscimento non Le impedisce di lavorare.
Posso chiedere una percentuale più alta? Sì, con la domanda di aggravamento o, contro il verbale, con il ricorso entro 6 mesi.
Le hanno riconosciuto una percentuale troppo bassa?
Se ritiene che il 67% (o meno) non rispecchi la Sua reale condizione, ha 6 mesi dalla notifica del verbale per fare ricorso, oppure può chiedere l’aggravamento. Scopra come fare ricorso per invalidità: tempi, costi e come si vince.
Ha bisogno di aiuto?
Se vuole capire se Le spetta una percentuale più alta o quali agevolazioni può ottenere, lo Studio Legale dell’Avv. Francesco Santoro — avvocato per l’invalidità, formato presso l’Avvocatura dell’INPS — assiste in tutta Italia, anche online. La prima valutazione del verbale è gratuita.
Ha il verbale al 67% e ritiene di avere diritto a di più?
Il 67% dà diritto alle agevolazioni ma non all’assegno mensile, che parte dal 74%. Se le Sue condizioni sono peggiorate, o se la commissione non ha tenuto conto di tutte le patologie di cui soffre, mi invii il verbale su WhatsApp. Lo esamino personalmente, senza costi e senza appuntamento, e Le indico se sussistano i presupposti per il ricorso oppure per chiedere l’aggravamento. Dalla notifica del verbale ha sei mesi per impugnarlo, e quel termine non si recupera.
