Avv. Francesco Santoro
Avv. Francesco Santoro
Formato presso l’Avvocatura dell’INPS · ricorsi seguiti in tutta Italia, online o in studio
Il verbale INPS si può impugnare entro sei mesi dalla notifica. Per chi lo ha ricevuto da meno di sei mesi la prima valutazione è gratuita.
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Invalidita civile e legge 104, assistenza legale dell'avvocato Francesco Santoro

In Italia, l’indennità di accompagnamento rappresenta un supporto concreto per chi affronta una disabilità grave, ma permangono dubbi sui comportamenti consentiti a chi ne beneficia. Tra le domande più ricorrenti c’è quella sulla possibilità di uscire autonomamente di casa. Analizziamo la legge, i casi pratici e le novità in vigore dal 2025 per darti un quadro chiaro, aggiornato e senza equivoci.

Le hanno negato l’accompagnamento affermando che esce da solo?

Nel verbale hanno scritto che riesce a compiere qualche passo o a restare qualche ora senza aiuto, e così l’indennità di accompagnamento non è stata riconosciuta, oppure Le è stata revocata dopo la visita di revisione. Ciò che conta però è la Sua condizione complessiva e il bisogno di assistenza continua, non il singolo momento favorevole della giornata. Dalla notifica del verbale ha sei mesi per impugnarlo e quel termine non si recupera. Mi invii su WhatsApp una foto del verbale e dei referti più recenti, li esamino personalmente e Le indico se sussistano le ragioni per il ricorso, senza impegno e senza appuntamento. La valutazione del verbale è gratuita.

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Cos’è l’indennità di accompagnamento e chi ne ha diritto?

L’indennità di accompagnamento è un contributo economico riconosciuto agli invalidi civili totali che si trovano in una situazione di non autosufficienza. In particolare, spetta a chi:

L’indennità viene erogata per 12 mensilità e, nel 2025, l’importo mensile aggiornato è di 542,02 euro, non vincolato al reddito né all’età.

Cosa dice la legge sull’uscita autonoma da casa?

La normativa italiana NON vieta esplicitamente a chi percepisce l’accompagnamento di uscire di casa da solo. L’accertamento medico-legale tiene conto della gravità della disabilità in generale, non delle singole attività effettuate nella quotidianità.

Questo significa che la compatibilità tra uscite autonome e accompagnamento dipende sempre dal tipo di disabilità accertata.

Esempi pratici

Disabilità gravissime: Chi ha una paralisi totale, gravi deficit cognitivi o patologie che annullano completamente l’autonomia, spesso non può, in concreto, uscire di casa senza aiuto. In questi casi, l’assistenza è indispensabile 24 ore su 24.

Disabilità con autonomia residua: Alcune patologie (come certe forme di cecità parziale o disturbi neurologici fluttuanti) possono consentire un minimo grado di indipendenza in alcuni frangenti o fasce orarie. Qui, la persona può uscire anche da sola, se la situazione generale lo permette, pur avendo diritto all’indennità.

È essenziale capire che il riconoscimento dell’accompagnamento non è un “arresto domiciliare”: molte persone, pur non essendo del tutto autonome, possono lavorare oppure svolgere alcune attività fuori casa grazie a tecnologie, ausili o periodi di lucidità e forza fisica.

Attenzione ai controlli e alla documentazione

L’INPS effettua revisioni e controlli periodici. Se emergono segnali di miglioramento dell’autonomia (ad esempio, uscite frequenti e pienamente indipendenti), l’Ente può rivalutare la situazione e revocare la prestazione.

In caso di revoca o di mancato riconoscimento dell’indennità, è possibile rivolgersi a un avvocato esperto in accompagnamento e invalidità per valutare le possibilità di tutela.

Per questo è importante:

Le novità 2025: la Prestazione Universale

Dal 2025 entra in vigore la cosiddetta “Prestazione Universale” per gli anziani ultraottantenni non autosufficienti con bisogni assistenziali gravissimi e ISEE socio-sanitario inferiore a 6.000 euro, già titolari di accompagnamento.

Come funziona la prestazione universale

La prestazione universale sostituisce e integra l’indennità di accompagnamento:

Requisiti specifici

Vincoli importanti

Obiettivo della misura

Lo Stato intende sostenere economicamente le famiglie con anziani gravemente non autosufficienti, promuovendo l’assistenza domiciliare specializzata e regolare, riducendo la necessità di ricoveri in struttura.

Le hanno negato l’accompagnamento affermando che esce da solo?

Nel verbale hanno scritto che riesce a compiere qualche passo o a restare qualche ora senza aiuto, e così l’indennità di accompagnamento non è stata riconosciuta, oppure Le è stata revocata dopo la visita di revisione. Ciò che conta però è la Sua condizione complessiva e il bisogno di assistenza continua, non il singolo momento favorevole della giornata. Dalla notifica del verbale ha sei mesi per impugnarlo e quel termine non si recupera. Mi invii su WhatsApp una foto del verbale e dei referti più recenti, li esamino personalmente e Le indico se sussistano le ragioni per il ricorso, senza impegno e senza appuntamento. La valutazione del verbale è gratuita.

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