
Il Principio della Bigenitorialità nel Diritto Italiano
La bigenitorialità rappresenta uno dei pilastri fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano in materia di diritto di famiglia. Questo principio sancisce che ogni minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, anche in seguito a separazione o divorzio.
L’altro genitore rende difficili gli incontri con Suo figlio?
L’ostacolo ripetuto agli incontri non è una questione privata fra adulti, perché la legge prevede strumenti che vanno dall’ammonimento alla modifica dell’affidamento, però occorre documentare gli episodi invece di riferirli a voce. Mi invii il provvedimento in vigore, i messaggi e quanto documenta le mancate consegne. Esamino la posizione e Le dico quale rimedio conviene chiedere. La consulenza costa € 100 e viene detratta dal compenso se mi affida l’incarico.
Quando uno dei genitori impedisce, ostacola o rende difficoltosi gli incontri tra i figli e l’altro genitore, non si configura soltanto una violazione degli accordi di separazione, ma un vero e proprio inadempimento degli obblighi legali che lede sia i diritti del minore che quelli del genitore escluso.
Gli Strumenti Giuridici di Tutela: La Nuova Disciplina dopo la Riforma Cartabia
L’ordinamento italiano ha previsto meccanismi specifici per contrastare i comportamenti ostruzionistici e garantire il rispetto effettivo del diritto di visita. Con la Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), la materia è stata riorganizzata e potenziata.
Il Sistema di Tutela: Art. 473 bis.38 e Art. 473 bis.39 c.p.c.
La Riforma Cartabia ha creato un sistema integrato di tutela attraverso due norme complementari:
1. Art. 473 bis.38 c.p.c. – Attuazione ordinaria dei provvedimenti Disciplina il procedimento per l’attuazione dei provvedimenti sull’affidamento, prevedendo:
- Il tentativo di conciliazione tra le parti
- La possibilità di adottare provvedimenti temporanei in caso di difficoltà
- L’uso della forza pubblica solo come extrema ratio e con specifiche garanzie
2. Art. 473 bis.39 c.p.c. – Sanzioni per inadempienze e violazioni Il principale strumento sanzionatorio, che ha sostituito e ampliato il precedente art. 709 ter (abrogato).
Questa nuova procedura, ulteriormente perfezionata dal D.Lgs. 164/2024 (decreto correttivo), prevede che in caso di gravi inadempienze o atti che ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento, il giudice del procedimento in corso possa intervenire anche d’ufficio e disporre:
a) L’ammonimento del genitore inadempiente
b) Le astreintes – L’individuazione ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c. della somma di denaro dovuta per ogni violazione successiva o per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento
c) La sanzione amministrativa pecuniaria – Una condanna al pagamento da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende (importi confermati dall’art. 473 bis.39 c.p.c.)
d) Il risarcimento del danno – A favore dell’altro genitore o, anche d’ufficio, del minore
Il giudice può inoltre modificare i provvedimenti in vigore, adeguandoli alla situazione concreta per garantire l’effettivo rispetto dei diritti del minore.
La Strategia Legale: Come Procedere
1. Valutazione del Contesto Procedurale
È fondamentale distinguere se vi sia già un procedimento pendente o meno:
- Se pende un procedimento: il ricorso viene presentato al giudice del procedimento in corso, che provvede in composizione monocratica
- Se non pende un procedimento: la domanda si propone nelle forme dell’art. 473 bis.12 c.p.c. (rito unitario per i procedimenti familiari)
- In caso di trasferimento del minore: è competente il giudice del luogo di residenza abituale del minore
2. Il Tentativo di Conciliazione (art. 473 bis.38 c.p.c.)
Prima di applicare sanzioni, il giudice deve tentare la conciliazione tra le parti, sentendo:
- I genitori
- Coloro che esercitano la responsabilità genitoriale
- Il curatore e il curatore speciale (se nominati)
- Il pubblico ministero
Solo in caso di fallimento della conciliazione, il giudice pronuncia ordinanza determinando le modalità di attuazione.
2. Documentazione e Prove
Documentare accuratamente ogni episodio di impedimento o ostacolo agli incontri. Messaggi, email, testimonianze e ogni altra prova possono risultare determinanti per dimostrare la sistematicità delle violazioni.
3. Tentativo di Mediazione
Prima di intraprendere azioni giudiziali, può essere opportuno tentare una soluzione stragiudiziale attraverso la mediazione familiare, che spesso permette di ristabilire un dialogo costruttivo nell’interesse dei figli.
4. Intervento Legale Specializzato
L’assistenza di un avvocato specializzato in diritto di famiglia diventa essenziale per:
- Valutare la strategia processuale più efficace secondo la nuova normativa
- Predisporre il ricorso con tutti gli elementi probatori necessari
- Rappresentare adeguatamente le ragioni del cliente in sede giudiziale
- Ottenere provvedimenti tempestivi che tutelino il diritto alla bigenitorialità
5. Esecuzione dei Provvedimenti
Una volta ottenuto il provvedimento favorevole, l’avvocato assiste il cliente anche nella fase esecutiva, garantendo che le disposizioni del giudice vengano effettivamente rispettate. In caso di ulteriori violazioni, scattano automaticamente le sanzioni pecuniarie previste.
L’Importanza dell’Intervento Tempestivo
Agire tempestivamente è cruciale non solo per ristabilire il prima possibile il rapporto genitore-figlio, ma anche per prevenire conseguenze psicologiche negative sui minori.
La nuova disciplina dell’art. 473 bis.39 c.p.c. consente una reazione immediata ed efficace, con la possibilità per il giudice di intervenire anche d’ufficio quando rileva comportamenti pregiudizievoli per il minore.
Secondo la giurisprudenza consolidata (Cass. Civ. 22100/2022), la disposizione è volta a garantire una tutela effettiva dei diritti della prole, correlati a obblighi di natura infungibile consacrati in provvedimenti giudiziari.
La privazione prolungata di uno dei genitori può infatti causare:
- Disturbi emotivi e comportamentali nel minore
- Difficoltà relazionali future
- Senso di abbandono e insicurezza
- Problematiche nell’elaborazione della separazione familiare
- Compromissione del principio di bigenitorialità
Conclusioni: Tutelare i Diritti per Proteggere i Figli
Ricorrere alle vie legali quando un genitore impedisce gli incontri con i figli non rappresenta un atto di conflittualità, ma una necessaria forma di tutela dei diritti fondamentali dei minori. Il diritto alla bigenitorialità non è solo un principio astratto, ma una garanzia concreta per lo sviluppo armonico ed equilibrato dei figli.
Lo Studio Legale Santoro offre assistenza in materia di diritto di famiglia, con consulenza e rappresentanza in giudizio per il rispetto effettivo del diritto di visita e la tutela del superiore interesse dei minori.
Per una consulenza specifica sul vostro caso, non esitate a contattare lo Studio Legale Santoro. La prima valutazione permetterà di individuare la strategia più efficace per tutelare i vostri diritti e quelli dei vostri figli.
Nota importante: Questo articolo è aggiornato alla normativa vigente post-Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022) e successive modifiche (D.Lgs. 164/2024). La precedente disciplina dell’art. 709 ter c.p.c. è stata abrogata e sostituita dall’art. 473 bis.39 c.p.c., con un rafforzamento dei poteri del giudice e degli strumenti di tutela.
L’altro genitore rende difficili gli incontri con Suo figlio?
L’ostacolo ripetuto agli incontri non è una questione privata fra adulti, perché la legge prevede strumenti che vanno dall’ammonimento alla modifica dell’affidamento, però occorre documentare gli episodi invece di riferirli a voce. Mi invii il provvedimento in vigore, i messaggi e quanto documenta le mancate consegne. Esamino la posizione e Le dico quale rimedio conviene chiedere. La consulenza costa € 100 e viene detratta dal compenso se mi affida l’incarico.
