Licenziamenti e diritti del lavoratore, assistenza legale

Il riconoscimento della pensione privilegiata ordinaria rappresenta un importante diritto per i dipendenti pubblici che hanno subito infermità o lesioni durante il servizio.

Desidera affrontare il ricorso alla Corte dei conti in mandato congiunto?

Nelle cause destinate a durare, o pendenti in un foro distante da quello in cui esercita, il mandato congiunto consente di avere due difensori che conoscono il fascicolo e di assicurare la presenza in udienza senza ricorrere a sostituti estranei alla vicenda. La procura è conferita a entrambi, Lei mantiene la direzione del fascicolo che ha portato e il cliente resta Suo. Mi trasmetta gli atti e il termine da rispettare e Le riscontro con una proposta scritta, con la ripartizione delle attività e del compenso, prima che io compia qualsiasi atto.

Proponga un mandato congiunto

Che cosa comporta il mandato congiunto

Tuttavia, non sempre la domanda di pensione privilegiata viene accolta dall’amministrazione.

In questi casi, è possibile presentare ricorso contro il diniego. Vediamo come procedere e quali sono le opzioni a disposizione.

Quando e come presentare ricorso

Il ricorso contro il diniego della pensione privilegiata può essere presentato entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento di rigetto. È fondamentale rispettare questa scadenza per non perdere la possibilità di far valere i propri diritti.

Il ricorso deve essere indirizzato alla Corte dei Conti, che ha giurisdizione esclusiva in materia di pensioni privilegiate.

È fondamentale spiegare in modo chiaro le motivazioni per cui si crede che la pensione privilegiata sia dovuta, evidenziando il collegamento tra l’infermità/lesione e il servizio prestato.

Possibilità di ricorso anche per chi è ancora in servizio

Una recente sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti (n. 12/2023) ha confermato che anche il personale ancora in servizio può presentare ricorso alla Corte dei Conti contro il diniego di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, quale presupposto per la futura pensione privilegiata.

Questo amplia notevolmente le possibilità di tutela, consentendo di far accertare subito il diritto senza dover attendere il pensionamento.

Contenuti e documentazione del ricorso

Nel ricorso è importante esporre in modo chiaro e dettagliato:

– Le ragioni per cui si ritiene che la pensione privilegiata debba essere concessa

– Il nesso tra l’infermità/lesione e l’attività di servizio svolta

– La documentazione medico-legale a supporto

È fondamentale allegare tutta la documentazione rilevante, in particolare:

– Certificazioni mediche 

– Verbali delle commissioni mediche che hanno esaminato il caso

– Eventuali pareri di medici legali di parte

– Documentazione relativa al servizio svolto

Una consulenza con un medico legale esperto in cause di servizio può essere molto utile per impostare al meglio il ricorso dal punto di vista medico-scientifico.

Il ruolo della Corte dei Conti

Come stabilito dalla giurisprudenza consolidata, in particolare dalla sentenza del TAR Lazio n. 17586 del 2022, le controversie in materia di pensione privilegiata rientrano nella giurisdizione esclusiva della Corte dei Conti, che si estende sia all’accertamento del diritto sia alla determinazione della misura della pensione.

Un ruolo cruciale è svolto dal Comitato di Verifica per le Cause di Servizio, la cui valutazione tecnica è vincolante per l’Amministrazione, come chiarito dalla sentenza del TAR Campania n. 683 del 2012. L’amministrazione può discostarsi dal parere solo in presenza di evidenti omissioni o violazioni procedimentali.

Solo dopo il decreto negativo si può ricorrere alla Corte dei Conti.

In buona sostanza, il Comitato di Verifica è un passaggio obbligatorio nel processo di riconoscimento della pensione privilegiata. Non è possibile bypassarlo per ricorrere direttamente alla Corte dei Conti, che può essere adita solo dopo il completamento dell’intero iter amministrativo, incluso il parere del CVCS e il decreto finale dell’amministrazione.

La competenza per il ricorso in primo grado, come si diceva, è attribuita alla sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti, che giudica in composizione monocratica, come previsto dall’articolo 151 del Codice di giustizia contabile. In caso di appello, l’articolo 170 dello stesso Codice limita i motivi alle sole questioni di diritto, escludendo la possibilità di riesaminare questioni di fatto relative a infermità, lesioni o dipendenza da causa di servizio.

Infine, sotto il profilo fiscale, la Cassazione civile, con l’ordinanza n. 1558 del 2016, ha chiarito che le pensioni privilegiate sono soggette all’IRPEF per l’intero ammontare, nonostante la loro componente risarcitoria, in assenza di specifiche deroghe normative.

La Corte dei Conti, nel valutare il ricorso, può:

– Nominare un consulente tecnico d ufficio per nuovi accertamenti sanitari

– Richiedere ulteriore documentazione all’amministrazione

– Fissare un’udienza per la discussione del caso

La Corte ha ampi poteri istruttori e può riesaminare nel merito la questione, anche discostandosi dalle valutazioni fatte in sede amministrativa.

Ricorso alla Corte dei Conti per pensione privilegiata: quali vantaggi

Rivolgersi alla Corte dei Conti presenta diversi vantaggi rispetto ad altre forme di tutela:

– Non ci sono termini di decadenza (a differenza del ricorso al TAR)

– La Corte può riesaminare nel merito la questione

– In caso di accoglimento, la sentenza equivale a concessione della pensione

– Possibilità di ottenere una CTU medico-legale imparziale

È quindi la strada più efficace per far valere il proprio diritto alla pensione privilegiata in caso di diniego.

Differenza tra equo indennizzo e pensione privilegiata

L’equo indennizzo e la pensione privilegiata sono due benefici distinti che possono derivare dal riconoscimento della causa di servizio:

Le principali differenze sono quindi:

1. Modalità di erogazione: l’equo indennizzo è una somma una tantum, la pensione privilegiata è un assegno periodico.

2. Requisiti: l’equo indennizzo richiede un’invalidità minima ascrivibile a tabella, la pensione privilegiata no.

3. Finalità: l’equo indennizzo risarcisce il danno biologico, la pensione privilegiata sostituisce il reddito da lavoro perso.

Pensione privilegiata: normativa di riferimento

Diritto alla pensione

L’ art. 64 stabilisce che ” Il dipendente statale che per infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio abbia subìto menomazioni dell’integrità personale ascrivibili a una delle categorie della tabella A annessa alla legge 18 marzo 1968, n. 313, ha diritto alla pensione privilegiata qualora dette menomazioni lo abbiano reso inabile al servizio. Per gli effetti di cui al comma precedente, fatti di servizio sono quelli derivanti dall’adempimento degli obblighi di servizio. Per gli stessi effetti, le infermità o le lesioni si considerano dipendenti da fatti di servizio solo quando questi ne sono stati causa ovvero concausa efficiente e determinante.“

La Pensione privilegiata spetta quando le lesioni o infermità sono ascrivibili a una delle categorie della tabella A e non sono suscettibili di miglioramento.

Assegno rinnovabile: Viene concesso quando le lesioni o infermità sono ascrivibili alla tabella A ma sono considerate suscettibili di miglioramento. L’assegno ha durata da due a quattro anni.

Indennità una tantum: Si applica quando le infermità o lesioni sono ascrivibili alla tabella B (meno gravi rispetto alla tabella A)

La tabella A annessa alla legge 18 marzo 1968, n. 313 classifica le lesioni e le infermità che danno diritto ai benefici economici per i mutilati e gli invalidi di guerra in otto categorie, ordinate in modo decrescente in base alla gravità dell’invalidità o della mutilazione.

Ecco una tabella riepilogativa che combina le informazioni sulla classificazione delle categorie di invalidità e le relative percentuali della base pensionabile:

CategoriaGravità dell’invaliditàPercentuale della base pensionabile
PrimaPiù grave100%
Seconda90%
Terza80%
Quarta70%
Quinta60%
Sesta50%
Settima40%
OttavaMeno grave30%

Questa tabella riassume la classificazione delle lesioni e infermità secondo la legge 18 marzo 1968, n. 313, e mostra la corrispondente percentuale della base pensionabile utilizzata per calcolare l’importo del trattamento pensionistico per ciascuna categoria.

Ricorso pensione privilegiata per causa di servizio: considerazioni finali

Il ricorso alla Corte dei Conti rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare il diritto alla pensione privilegiata in caso di diniego. La possibilità di presentarlo anche durante il servizio amplia notevolmente le opportunità di tutela per i dipendenti pubblici. Una consulenza legale e medico-legale specializzata può fare la differenza per impostare al meglio il ricorso e massimizzare le possibilità di successo.

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Proponga un mandato congiunto

Che cosa comporta il mandato congiunto